Gli errori di Salvini. Quelle telefonate che hanno favorito il Conte-2

Politica

Ricostruiamo la cronaca di un drammatico errore.

Salvini dopo aver superato la finestra delle elezioni estive, afflitto dalla “fronda interna” (il duo Giorgetti-Calderoli, simboli storici del partito bossiano, da sempre ostili alla svolta nazionalista del Capitano, tutti e due espressione dei poteri forti leghisti, del blocco sociale del Nord, del partito della Tav e vicini, specialmente Giorgetti, a Bruxelles e al Colle), ostacolato dalla base dei parlamentari contrarissimi alla loro riduzione, intimorito per l’eventuale accelerazione del caso-Savoini e i danni certi di una manovra lacrime e sangue, decide di far saltare il banco e capitalizzare il suo nuovo consenso, acquisito sul campo del governo gialloverde.

E che fa? Telefona a Zingaretti per comunicargli la decisione, sapendo di trovare nel debole capo dem una sicura sponda, voglioso come era e come è, di liberarsi dei parlamentari renziani, diventando l’antagonista privilegiato di un nuovo bipolarismo: “Lega vs Pd”.

La telefonata viene comunicata anche al “suocero” Verdini (sbaglio gravissimo), il quale a sua volta telefona subito all’amico del noto patto Renzi, che torna in scena da consumato volpone, si mette di traverso anticipando le mosse di Zingaretti: si deve fare un governo a tutti i costi per fermare Salvini.

E Zingaretti, da debole, diventa debolissimo: costretto a rimangiarsi la comunicazione elettorale e l’accordo con Salvini: governicchio no, governo solido e di legislatura, di svolta, di discontinuità, sì.
Vero. Falso? Sta di fatto che il colore giallorosso ha sostituito quello gialloverde.

E Salvini ha sbagliato tutto: ha risvegliato i morti dem, e fatto diventare corretti, leali, i pentastellati che da mesi erano in disgrazia.
Ora Salvini spera nella piazza? Illuso, gli italiani sono ribelli per tre giorni poi dimenticano, anzi passano dall’altra parte, appena l’aumento dell’Iva sarà scongiurato e verrà varata qualche iniziativa felice.
Quando si voterà, tra anni, l’effetto Salvini sarà inesorabilmente sgonfiato.

E anche se il governo Di Maio-Zingaretti inciamperà su temi incompatibili, gli italiani ex fan del Capitano gli diranno: se non te ne andavi tutto questo non sarebbe accaduto. Il golpe potevi bloccarlo dal governo. Caro Salvini, guarda che hai combinato.

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