Fiducia. Meloni e Salvini in piazza: parte il nuovo centro-destra?

Politica

Meloni e Salvini in piazza. Quella che nasce oggi è la vera alternativa futura al governo giallorosso? E’ presto per affermarlo. Per ora quello che si può dire è che si tratta di una reazione al voto di fiducia e un invito alla mobilitazione rivolto agli italiani che non vogliono l’inciucio, l’esecutivo delle poltrone, il ministero più a sinistra della storia repubblicana.

Di sicuro Fratelli d’Italia e Lega stanno ridefinendo la loro comunicazione politica, riposizionando la loro strategia elettorale. Può durare mesi, o forse anni, ma una cosa è certa: inesorabilmente si sta tornando dentro le vecchie categorie che il 4 marzo scorso aveva cancellato: ossia, la novità era: populisti-sovranisti (5Stelle e Carroccio), contro liberal e radical (Pd renziano e Fi post-Verdini). Da adesso in poi, invece, recupererà il bipolarismo classico “centro-destra vs centro-sinistra”. E i partiti saranno risucchiati in questa e da questa trita dicotomia.

Meloni e Salvini indubbiamente parlano la stessa lingua, sono ancora espressione di tale svolta: identità contro globalizzazione, “alto-basso” (popoli contro caste), sovranità contro economia finanziaria. Ma Berlusconi no. Fi da tempo è più vicina a posizioni “macroniane”: liberale in politica, liberista in economia, laicista sui temi etici, ultra-garantista sulla giustizia, ultra-europeista a Bruxelles (modello-Ursula).

Sono state queste le ragioni dell’aspro dissenso azzurro nei confronti del Salvini di governo. E ora Silvio che fa? Si allea nuovamente col Salvini di opposizione, dimenticando il dna attuale di Fi, e ignorando il fallimento dello schema che lui stesso ha inventato nel 1994? Una coalizione-Brancaleone, con dentro tutto e il contrario di tutto, liberali, liberisti, statalisti, sociali, cattolici, laici, europeisti, nazionalisti, che non ha prodotto una governabilità coerente, specularmente al centro-sinistra.

E infatti, Berlusconi ieri ha negato ogni possibilità di intesa con i sovranisti: “Con i sovranisti non si vince, non si governa”. Inaugurando forse un altro modo di fare opposizione, più conciliante e dialogante col Conte-2. In fondo, i forzisti sono parte integrante del Ppe, e pure in Europa sono collocati diversamente rispetto alla pattuglia sovranista.

Delle due l’una, il centro-destra di opposizione che nasce oggi dalla piazza, pur con i distinguo del Cavaliere, sarà o a trazione leghista o esclusivamente formato da Fdi e Lega.

Ma ci si può fidare di Salvini? Uno che usa tutti i valori degli altri, li fa suoi e li tritura? Il nazionalismo non era elemento costitutivo della Lega bossiana, in pochi anni ha preso i temi di Casa Pound (sovranismo, no-euro, stop-immigrazione, sicurezza), della ex An (la Meloni è partita dopo), dei cattolici del Family Day (basta ricordare tutte le sue posizioni su matrimoni egualitari, famiglia naturale, la difesa della vita, la lotta alla droga, il Rosario, le continue invocazioni alla Madonna etc), e li ha utilizzati in perenni battaglie demagogiche, in perenni scontri frontali col “nemico”. La stessa manifestazione di piazza Montecitorio l’ha convocata prima la Meloni, poi si è accodato Salvini, al punto che sembra ormai una sua manifestazione.

Ci si può fidare di un leader che scappa dal governo e poi accusa di golpe quei partiti a cui ha lasciato le chiavi del Palazzo? Tutto solo per campagna elettorale, per capitalizzare un consenso che al momento ha nei sondaggi e che comunque sta scendendo?

Condividi!

Tagged