M5S, Dibba sta tornando: fra Salvini e Di Maio prove di reunion?

Politica

Alessandro di Battista pronto a tornare in campo e candidarsi alla guida del Movimento 5 Stelle?

Per ora si sa per certo che Dibba tornerà presto in Italia e stavolta per restarci. Lo ha confermato il sottosegretario agli esteri, Manlio Di Stefano considerato da sempre a lui molto vicino. “Lo sento spesso dall’Iran via WhatsApp – ammette Di Stefano –  sta bene, tornerà tra due settimane. Se vuole tornare in politica? Lui dice che se il suo messaggio è ancora ritenuto utile è sempre disposto a dare una mano al Movimento”.

Dunque Di Battista tornerà dall’estero e molto probabilmente parteciperà in prima linea alla campagna elettorale referendaria per la riduzione dei parlamentari e ai successivi stati generali del Movimento. Dove però sono in pochi a scommettere che possa limitarsi a dare una mano o un contributo di idee.

Non a caso negli ultimi tempi si stanno muovendo varie pedine dentro il Movimento, con uno scontro sempre più evidente fra i cosiddetti “governativi”, ovvero quelli più favorevoli all’accordo con il Pd, e gli ortodossi, quelli cioè contrari ad alleanze stabili e desiderosi di ricostruire un movimento più di lotta che di governo.

Fra i più favorevoli all’accordo con il Pd ci sono il ministro Patuanelli e le pasionarie Alessandra Maiorino, Paola Taverna e Roberta Lombardi, quest’ultima già del resto impegnata a consolidare l’alleanza con Zingaretti alla Regione Lazio.

Nel fronte movimentista, oltre ad un Di Maio che smessi i panni del capo politico ha già incitato il popolo pentastellato a scendere in piazza, tutti aspettano proprio il ritorno di Di Battista l’unico che in questi due anni è stato fuori dal Parlamnento e quindi non si è contaminato né con la Lega, né col Pd, ed è sempre intervenuto a difendere e rivendicare la “purezza” dei 5 Stelle.

Quindi il ritorno di Dibba è guardato con grande entusiasmo da una parte, quella che non vuole morire dem, ma anche con preoccupazione da quanti, iniziando dal premier Conte, da Beppe Grillo e dall’anima governativa, temono altre scissioni all’interno dei gruppi parlamentari.

Anche perché c’è chi non esclude che dopo gli stati generali, Di Maio e Dibba possano dare vita ad un nuovo movimento, progetto cui, stando ai rumors, starebbe già lavorando Gianluigi Paragone, espulso dal Movimento ma legatissimo a Di Battista.

Affari Italiani si spinge anche oltre e arriva addirittura ad ipotizzare che a questo nuovo movimento guardi con interesse anche Matteo Salvini: che negli ultimi tempi, secondo indiscrezioni più che attendibili, avrebbe riallacciato i contatti con Di Maio, soprattutto dopo che questo ha lasciato la guida dei 5 Stelle. Ritrovando in parte quella sintonia che era venuta meno dopo la decisione del leader della Lega di staccare la spina all’esecutivo gialloverde.

E’ un dato di fatto di come Salvini soffra ogni giorno di più l’alleanza di centrodestra, a tal punto da aver accantonato la battaglia per il maggioritario che sembrava un cavallo di battaglia del Carroccio. Ma dopo il voto in Emilia Romagna pare che siano molte le strategie che Salvini avrebbe deciso di ripensare, compresa quella di non opporsi più di tanto ad un sistema proporzionale che non imporrebbe l’obbligo di coalizione e lascerebbe la porta aperta a future alleanze post voto. A Salvini l’alleanza di centrodestra sembra andare ogni giorno più stretta, ragione per cui anche in vista delle regionali la Lega starebbe alzando la posta, coltivando sempre di più l’eventualità di correre da sola in Veneto.

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