Premierato, Renzi lancia l’amo nel centrodestra. Giorgetti “abbocca”

Politica

Se l’intenzione di Matteo Renzi nel proporre l’elezione diretta del premier era quella di lanciare un amo nel campo del centrodestra sembra proprio esserci riuscito. Perché qualcuno da quella parte avrebbe già abboccato.

E’ il caso ad esempio del numero due della Lega Giancarlo Giorgetti. Di ufficiale non c’è nulla, c’è soltanto un’indiscrezione pubblicata da Augusto Minzolini su Il Giornale, e come tale destinata ad essere smentita. Ma va detto che fino ad oggi sono state poche le volte in cui l’ex direttore del Tg1 ha divulgato retroscena che poi non si sono puntualmente avverati.

E conoscendo Giorgetti è altamente probabile che abbia accolto molto volentieri la proposta di Renzi. Al punto da aver suggerito a Salvini, è sempre Mimzolini a dirlo, di non stare a guardare e di giocarsi la partita. Come? Valutando e nel caso accettando l’offerta di dialogo renziana sulla riforma del premierato.

Il numero due del Carroccio si è convinto che insistere ossessivamente con il tentativo di spallata al governo giallorosso non serve a niente, se non forse a rafforzare l’attuale maggioranza nel nome dell’antisalvinismo.

Quindi meglio giocare d’astuzia e magari provare a dividere il fronte avversario. Accettando come in questo caso la proposta di Renzi.

Del resto, già nel recente passato, Salvini si era detto disponibile a sostenere un patto di fine legislatura che riscrivesse le regole e favorisse una nuova legge elettorale condivisa, anche attraverso un esecutivo di scopo o elettorale. E anche in quel caso a spingere il leader della Lega su posizioni moderate era stato Giorgetti. Sempre meno sovranista e sempre più europeista.

Giorgetti avrebbe messo in guardia Salvini dal rischio logoramento, determinato dall’attesa di elezioni anticipate che potrebbero non arrivare prima del 2023. Fatto questo che a lungo andare lo isolerebbe sempre di più, fino a spingerlo fuori dai giochi politici e istituzionali (leggi elezione del Capo dello Stato). Meglio quindi non chiudere le porte a colui che più di tutti sta mettendo in difficoltà Conte e il Pd. Il leader di Italia Viva per la Lega diventa un interlocutore quasi imprescindibile.

Insomma, in questo momento da un asse con Renzi, Salvini a detta di Giorgetti e non solo, avrebbe tutto (e solo) da guadagnare.

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