Unità nazionale. Tra i due litiganti (Mattarella e Conte), Salvini gode

Politica

Se Salvini e Conte si telefonano (oppure no), Salvini e Mattarella si sono visti. Adesso, infatti, è il capo dello Stato che si sta stancando del governo. Non tanto per la composizione dello stesso, ma per la gestione della comunicazione, in primis del premier, al “tempo del Corona virus”.

Una comunicazione sbagliata, ansiogena, che dietro una formulazione apparentemente rassicurante, da quando sono partiti i contagi, ha manifestato nella sostanza, insicurezza, paura, dando l’impressione di pressappochismo, incompetenza e superficialità. Scatenando la famosa psicosi di cui ogni giorno parlano in tv esperti, medici, professionisti e psicologi.
Una comunicazione, ispirata dal portavoce, parzialmente corretta ieri nell’incontro con Macron.

Una cosa è certa: oltre all’emergenza sanitaria che ha fatto diventare tutti sovranisti rispetto al virus globale e globalista, c’è ormai l’emergenza economica che presuppone una ripartenza strutturale e programmatica da parte delle istituzioni.
E in questo quadro si inserisce il nervosismo del Colle. Lo scontro con le Regioni, non è stato digerito affatto. L’amministrazione della sanità, a Palazzo Chigi dovrebbero averne contezza, è di competenza delle Regioni (Riforma del Titolo V della Costituzione). Attaccare i governatori, solo per pubblicità anti-leghista, ha fatto male ai cittadini, alla realtà dei fatti e alla stabilità dello Stato.

E sempre in questo quadro, si colloca la proposta di Salvini, mirata a tornare in auge, tornare centrale nel dibattito politico, emersa nell’incontro col presidente.
Da un lato, il Capitano ha illustrato le sue proposte per risollevare il paese, rese note anche a Conte, nell’ambito di una telefonata, che, come abbiamo detto, resta un mistero.
Dall’altro, la proposta di un governo di unità nazionale per andare al voto, gestire l’emergenza, ovviamente senza Conte, che serve per superare un vicolo cieco nel quale il leader leghista si era cacciato.
Dopo le regionali emiliane, tirava per lui una brutta aria. Una ridiscussione globale sul centro-destra, animato da Berlusconi, forte del suo modello “centrista” calabrese, la polemica interna alla coalizione sui futuri governatori, questa volta, secondo l’accordo di Milano, espressione di Fdi. E il crollo nei sondaggi.E tra Salvini e la Meloni, come è chiaro, l’atmosfera non è delle migliori.

Un governo di unità nazionale rimandato, però, al mittente da destra a sinistra. Fdi non intende collaborare con la sinistra, Pd e 5Stelle vedono Salvini come fumo negli occhi.
La loro idea di unità nazionale è stare con loro e solo con loro.
Ben diverso lo spirito tedesco, quando si è trattato di varare il governo delle Larghe Intese (tra democristiani e social-democratici). Ma loro, come i francesi e gli americani, prima di essere di destra o sinistra, sono patrioti. Noi siamo sempre di parte.
E questo Mattarella lo sa bene.

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