Mes. Ritorna la maggioranza gialloverde. I timori del duo Conte-Colao

Politica

Come per incanto siamo tornati al governo gialloverde. Al Conte1. Sul Mes si è ricreata di fatto una maggioranza alternativa all’attuale governo giallorosso.

Lega, Fdi e 5Stelle sono contrari, lo stanno ripetendo in tutte le salse. Mentre Fi, Pd e sinistra varia, al di là delle sfumature (il tema della condizionalità sanitaria o meno), lo sostengono.
Ci risiamo. Cosa univa un tempo, il fronte populista-sovranista? Il superamento di destra e sinistra (nel nome dell’alto-basso, popolo contro caste), una certa idea di economia più pubblica meno privatistica, una certa idea di Stato, di Welfare, una giustizia meno sbracata (la legittima difesa), una posizione forte su sicurezza, immigrazione, e appunto la difesa della nostra sovranità rispetto alle politiche Ue. Mentre, Berlusconi e Zingaretti (polo liberal, radical) erano affratellati, come ora, dal liberismo, dal garantismo, dai diritti civili, e dall’europeismo senza sé e senza ma.

E adesso, col Mes è tutto come prima. E Conte2? Da par suo non sta rindossando i panni del Conte1, ma del Conte3. Prima ha detto che la sua scelta erano i bond, poi ha glissato sul Mes, l’altro giorno ha detto che sta studiando la cosa e da uomo forte, ha rimandato la scelta al parlamento. In conferenza quindi, fa il duro, sul Mes, il morbido.
Ma bisogna capirlo. Se spinge troppo l’acceleratore, casca il governo. Alla fine, troveranno, siamo convinti, una soluzione, rigidamente all’italiana (poltronite docet).
Ma i poteri forti, la grande stampa, la Ue sono preoccupati. In Italia, il modello anti-virus per eccellenza, rispuntano i populismi, non sia mai. Attenti.

Una preoccupazione giustificata in vista della grande, vera partita in ballo, che considera già archiviata l’emergenza sanitaria, e i morti che continuano a essere troppi.
Anzi, l’emergenza sanitaria, questa è la parola d’ordine, va utilizzata per indirizzare, accompagnare meglio gli italiani alla fase-2.

Cioè, la ripartenza economica, lo scaglionamento a diesel dei lavoratori. Dagli arresti domiciliari alla libertà vigilata.
E così, passeremo dal controllo di massa sui balconi e dentro casa, al controllo in semi-libera uscita: si pensi, ad esempio, all’app su cui sta lavorando la task force di Colao. Destinata a sostituire l’autocertificazione. Un sistema di monitoraggio alla Grande Fratello, giustificato dall’esigenza di governare i contagi di ritorno.
Colao arrabbiatissimo con la Regione Lombardia per aver anticipato le mosse, con la sua ripartenza autonoma, basata sulle 4 d: distanza, dispositivi, digitalizzazione, diagnosi.

Pare che dietro la scelta del governatore Fontana ci sia proprio Salvini che non vuole restare ingabbiato nel progetto del duo Conte-Colao di ricostruzione del paese a senso unico, tecnologico, comunicativo e finanziario.
Non a caso Zingaretti ha chiesto pieni poteri per Colao.
Insomma, tante partite insieme. I giocatori si mescolano. I tifosi si schierano? Ma gli stadi continuano a non avere spettatori.

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