Elezioni: Salvini, Berlusconi, Conte, Letta, riposizionamenti in corsa

3 minuti di lettura

Ultimi giorni di campagna elettorale e ultimi giorni di riposizionamenti per i leader politici.

E’ il caso ad esempio di Matteo Salvini. Accusato da più parti di essere filo-putiniano per aver criticato le sanzioni europee contro la Russia, il leader del Carroccio ha tenuto a ribadire di non essere più un sostenitore acceso di Putin come lo era stato in passato, sperando così di spuntare le armi al Pd che lo accusa di essere ambiguo circa i suo rapporti con il presidente russo. Intervistato da Bloomberg, Salvini ha detto: “La mia opinione su Putin è davvero cambiata durante la guerra, perché quando qualcuno inizia a invadere, bombardare, inviare carri armati in un altro Paese, beh, tutto cambia. Per il prossimo futuro, la Cina è il nostro principale competitor – ha aggiunto -. Dobbiamo temerla perché non è una democrazia ed è pronta ad invadere il mercato europeo con i propri prodotti e merci”. Fedeltà dunque all’Occidente e alla Nato, una fedeltà che a dire il vero la leader in pectore del centrodestra Giorgia Meloni ha già giurato dall’inizio della guerra in Ucraina. Salvini gli ha fatto un po’ il controcanto su sanzioni e invio di armi ma meglio non esagerare.

Ma a dimostrazione di come Salvini non intenda stare nel centrodestra in posizione subalterna all’alleata, ecco rilanciata anche la battaglia sulle autonomie regionali che mal si concilia in realtà con il presidenzialismo sognato da Giorgia Meloni e incentrato invece su una marcata centralità dello Stato. Una posizione, quella assunta da Salvini a Pontida, ovviamente utile per mantenere il consenso dell’elettorato del Nord da sempre fortemente autonomista, specie quello del Veneto dove il governatore Luca Zaia è ritenuto il massimo competitor interno del segretario. “Il sistema presidenziale è una delle riforme su cui lavoreremo. Ma penso sia più urgente e necessaria la concessione di una maggiore autonomia alle Regioni”. Possibile conciliare le due visioni? Che fra Salvini e Meloni sia in atto una competizione interna al centrodestra, al punto da far dire alla leader di FdI che il capo leghista attacca più gli alleati che gli avversari, è sotto gli occhi di tutti ma alla fine l’opinione di tutti è che si tratta di semplici scaramucce elettorali: visto che alla fine non si farà né il presidenzialismo, né tantomeno l’autonomia regionale.

Anche Silvio Berlusconi sembra fare l’equilibrista. Anche il leader di Forza Italia in passato è stato molto amico di Putin e di Orban e quindi le accuse di ambiguità e di filo putinismo hanno finito per coinvolgere anche lui. Ma diversamente da Salvini il leader forzista non sembra voler rinnegare nulla del suo passato, anzi. Ecco cosa ha detto: “Siamo nell’Europa, nella Nato, nell’Occidente, dobbiamo assolutamente avere le stesse politiche che hanno tutti gli altri Paesi”, ha detto ospite di SkyTg24. Ma poi ha aggiunto: “Queste sanzioni certo hanno fatto molto male alla Russia. Io sono andato molte volte in Russia per la mia amicizia con Putin e ho potuto notare che per storia e cultura è un paese veramente europeo. Ma oggi si è avvicinata alla Repubblica popolare cinese che è un totalitarismo comunista, il contrario di quello che volevamo. Noi non ci scontreremo nella maniera più assoluta sulle decisioni della Nato, dell’Europa, dell’Occidente ma il dispiacere di vedere una situazione ribaltata rispetto a quella del 2002 – ha concluso – ci addolora profondamente”.

Nessun rimpianto circa i suoi rapporti con Putin, ma anzi la convinzione che se l’Europa lo avesse seguito nella sua politica di avvicinamento alla Russia, oggi Mosca non sarebbe un pericolo ma un prezioso alleato. Un modo per tranquillizzare gli alleati occidentali, ma in fondo anche per non dispiacere troppo all’amico del Cremlino.

Poi c’è Giuseppe Conte che ormai la competizione sembra averla soltanto con l’ex alleato Letta e che fa di tutto per apparire molto di sinistra. E allora, andato a Genova per incontrare Beppe Grillo e farsi fotografare con lui mettendo a tacere le voci di dissidi con il garante, ne ha approfittato per cantare “Bella Ciao” al mercato, stuzzicato da un inviato del programma Le Iene. E se Laura Pausini ha declinato l’invito ad intonarlo in una tv spagnola definendolo un canto politico, il leader pentastellato ci tiene a ribadire che Bella Ciao “è una canzone di tutti e per tutti coloro che si riconoscono nella democrazia italiana”. Poi ha aggiunto: “Mi ha sorpreso il rifiuto della Pausini perché ritenere che Bella Ciao sia una canzone divisiva secondo me è profondamente sbagliato. E’ un fondamento della reazione alla dittatura fascista – ha detto – il fondamento della nostra Costituzione antifascista, esprime tutti i valori di una comunità che si è voluta liberare con la Resistenza dalla dittatura fascista”. L’Anpi ringrazia e forse voterà pure M5S.

Intanto Enrico Letta gongola e si gode l’endorsement arrivato dai socialdemocratici tedeschi. Il presidente dell’Spd Lars Klingbeil, ha espresso “preoccupazione in vista del voto in Italia, ma le elezioni si possono vincere anche agli ultimi metri”. Il tutto condito naturalmente di retorica antifascista: “Sarebbe davvero un segnale importante se vincesse Enrico Letta e non Meloni che, come partito post fascista  poterebbe l’Italia in una direzione sbagliata”. Ma non è stato Letta per tutta la campagna elettorale a criticare gli endorsement russi verso la destra o quelli cinesi pro M5s? Quelli tedeschi invece vanno bene? Se Putin invita a votare a destra e per Letta ciò significa avere l’Italia allineata a Mosca, l’invito di  Scholz e compagni a votare Pd che vuol dire? Che diventeremo una colonia di Berlino? Forse la coerenza è proprio la qualità che è sembrata mancare di più in queste settimane.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Calenda “Il governo di centrodestra non vedrà la luce”

Articolo successivo

Scoperto un giro di fatture false, arresti e sequestri a Palermo

0  0,00