Meloni a tutto campo, il Governo sono io. Lega e Fi in sottofondo

lunedì, 14 Agosto 2023
1 minuto di lettura

Il rinnovo del cuneo fiscale, Le Pen, autunno caldo e rapporti con gli altri partiti della maggioranza. In un’intervista al Corriere della sera il premier Giorgia Meloni ha delineato le sue priorità. Primo posto alla difesa del potere di acquisto delle famiglie, come nella precedente manovra. Quindi taglio del cuneo, detassazione dei premi di produttività, bonus energia.

A spese di chi però cara Meloni? Dei partiti di maggioranza che poco sono stati coinvolti o almeno non quanto avrebbero voluto sui temi economici. Anche qui la spiegazione è subito arrivata: “Ho parlato con Giorgetti e con i capigruppo di maggioranza per essere certa che tutti condividessimo l’obiettivo. Siamo tutti d’accordo, poi in base alle risorse decideremo quali misure possono dare un impatto maggiore”.

L’Italia intanto cresce più dei principali Paesi europei, ma il Pil è calato dello 0,3% . Su questi dati il premier è stato chiaro: “C’è una congiuntura internazionale. Se la Germania va in recessione tecnica è ovvio che qualche contraccolpo c’è, siamo economie interconnesse”.

Quanto alla la tassa sugli extraprofitti  la rifarebbe, è una iniziativa che ha voluto lei per uno Stato giusto, che fa le cose che si devono fare senza tempi punitivi. E su Tajani che ha detto “mai più un simile blitz in Consiglio dei ministri” la questione di metodo la comprende, ma sarebbe stato più facile intervenire su una misura del genere se la notizia non avesse girato troppo. C’era un problema di tempi, insomma, riguardo a una norma che sarebbe slittata a settembre.

Tuttavia, parole a parte, i problemi con gli alleati ci sono stati, inutile nasconderlo, non ultimo la “vendetta” di Salvini sul caso Le Pen ed Europee. Si smarca Giorgia e dice di voler mettere veti, di non ritenere di avere questa autorevolezza e comunque di non porsi ora il tema. Rimandare le farà gioco o si è accesa una miccia che andrà spenta subito?

Intanto nella maggioranza c’è il timore di un rimpasto, innescato da eventuali sviluppi giudiziari sulle aziende della ministra Santanchè. Tutte ricostruzioni fantasiose per la Meloni che per ora, non senza scossoni, tiene la barra e la guida.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.