Una mostra celebra l’immigrazione italiana in Francia

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L’immigrazione in Francia dei nostri connazionali ha radici antiche.

Una mostra a Sauxillanges, un piccolo comune francese nella regione dell’Alvernia,  gemellato dal 2003 con il comune italiano di Fosdinovo in provincia di Massa-Carrara, racconta un pezzo di storia degli italiani emigrati in Francia dal 1860 a 1960.

La rassegna, itinerante, dal titolo “Ciao Italia! Un secolo d’immigrazione e di cultura italiane in Francia” è organizzata dal Comité de Jumelage du Pays de Sauxillanges con il Museo Nazionale di Storia dell’Immigrazione di Parigi, il nostro consolato Generale d’Italia di Lione e l’Istituto Italiano di cultura.

La mostra si ispira  all’esposizione “Ciao Italia! Gli immigrati italiani che fecero la Francia”, allestita nella primavera del 2017 presso il Palais de la Porte Dorée,  la prima nel suo genere che testimoniava l’importanza del  lavoro degli italiani nella realizzazione dello Stato francese moderno e il loro contributo intellettuale, storico e culturale.

“Ciao“ è un saluto che ha accompagnato milioni di migranti in tutto il mondo e ormai è adottato in tutti quei paesi che hanno accolto i nostri migranti, come la Francia dove ormai fa parte del vocabolario parlato. Questo saluto serve ad accogliere e ad accomiatarsi allo stesso tempo. Ciao Italia! è un arrivederci degli Italiani al loro paese. E “Ciao” è anche un saluto alla nuova terra che li accoglie.

I sedici pannelli che formano la mostra ripercorrono la storia dell’immigrazione italiana nel corso di un secolo e forniscono un quadro completo, attraverso foto, filmati e testimonianze anche dei percorsi geografici, socio economici e culturali di nostri migranti dal Risorgimento fino al 1960, i mestieri svolti, le aree di provenienza, gli usi e i costumi, la gastronomia, la musica dei vari gruppi di appartenenza.

Dopo la proclamazione del Regno d’Italia nel 1861, iniziò uno dei movimenti migratori più grandi della storia. Nel corso di un secolo, 26 milioni di persone lasciarono l’Italia e una parte di essi si diresse in Francia che all’epoca mancava di manodopera.

Tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, il Paese d’Oltralpe fu per gli emigranti italiani la terza destinazione dopo Stati Uniti e Argentina.

Il 19 settembre 1919 fu firmato un accordo con l’Italia per favorire l’immigrazione attraverso la Société Générale d’Immigration che aveva filiali in Italia.

Dall’inizio del XX secolo fino agli anni 1960, gli Italiani diventano così gli stranieri più numerosi in Francia, al primo posto c’erano i piemontesi.

Ma la loro integrazione non fu semplice. Spesso furono accolti con diffidenza e pregiudizi e molti furono gli episodi di intolleranza. Sentimenti contrastanti che piano piano portarono però all’accettazione di uomini e donne che negli anni portarono un importante contributo alla società e alla cultura francesi.

La mostra Ciao Italia! narra questa storia e rende omaggio a chi ha contribuito anche con la sua partecipazione alle lotte operaie, al conseguimento dei diritti sociali e quindi a “fare la Francia”

Non sono solo i più poveri a intraprendere “la via della speranza”.  Negli anni a seguire italiani e italiane emigrano per motivi sia economici che politici.

Durante il periodo tra le due guerre, la regione parigina acquistò attrattività e a poco a poco, l’immigrazione italiana si diffuse in tutta la Francia.

A partire dagli anni Sessanta i nostri migranti stanno regredendo nella classifica delle nazionalità straniere rappresentate in Francia.

Oggi parecchi milioni di francesi hanno antenati italiani ma, anche per accelerare l’integrazione,  i loro cognomi ormai hanno subito con gli anni una “francesizzazione”.

di Sofia Barilari

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