L’Italia verso un nuovo polo europeo della difesa?

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L’Italia verso un nuovo polo europeo della difesa? Leonardo ci prova partendo da Iveco.

Il gruppo Iveco ha avuto un incremento in Borsa del 6,9% a 12,01 euro, sovraperformando il Ftse Mib, che è salito dello 0,2%.

Questa impennata è stata alimentata dall’interesse di Leonardo (attualmente più rumors) per l’acquisizione della divisione Iveco Defence Vehicles (IDV).

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Leonardo, guidato da Roberto Cingolani, avrebbe incaricato banche d’affari internazionali, tra cui UBS, d’esplorare l’acquisto d’IDV.

Iveco, che produce veicoli militari come blindati e carri armati, ha generato un miliardo di ricavi nel 2023 e impiega oltre 1.800 dipendenti altamente specializzati. Va ricordato che Leonardo ha già una collaborazione con Iveco tramite la sua controllata Oto Melara, che sviluppa e produce veicoli blindati come il Centauro I e II.

Il valore potenziale dell’operazione è rilevante e ha “scosso” il mercato, le stime infatti indicano un valore di IDV vicino ai 750 milioni di euro, ma la cifra può anche essere maggiore, considerando i multipli delle aziende di settore.

A Borsa chiusa e dopo i “rumors” Iveco ha capitalizzato circa 3 miliardi di euro.
Al Capital Markets Day di marzo Iveco aveva annunciato che la divisione Defence (IDV e ASTRA) prevede di raggiungere tra 1,2 e 1,3 miliardi di euro di ricavi netti entro il 2028, con un margine EBIT rettificato tra il 12 e il 13%. Una base di partenza per l’offerta di Leonardo non irrilevante.

Nessuna conferma dalle due società coinvolte, ma tale modus rientra nella prassi.
Il “no comment” di Leonardo fa invece comprendere che qualcosa ci sia, la strategia delle “bocche cucite” di fatto aumenta il valore del marchio.

L’interesse di Leonardo per IDV potrebbe rappresentare non solo un passo strategico nel settore degli armamenti terrestri, ma anche un’opportunità per l’Italia di diventare un nuovo polo europeo della difesa e permetterebbe di consolidare le competenze italiane nel settore dei veicoli militari e degli armamenti terrestri. Leonardo potrebbe integrare le capacità produttive di IDV con quelle della sua controllata Oto Melara, creando una filiera produttiva completa e altamente efficiente. Roberto Cingolani, amministratore delegato di Leonardo, ha già accennato alla possibilità di rafforzare le alleanze europee.

La creazione d’un polo italiano della difesa potrebbe facilitare nuove collaborazioni con altre aziende europee del settore, come la partnership strategica con Knds. Questo sarebbe un passo fondamentale per partecipare a programmi europei di sviluppo di nuovi sistemi d’arma, come il programma franco-tedesco Mgcs (Main Ground Combat System). Con un portafoglio ordini che supera i 4 miliardi di euro, la divisione Defence di Iveco sta già accelerando la sua crescita.

Ulteriori investimenti da parte di Leonardo potrebbero potenziare ulteriormente la capacità innovativa e produttiva del settore. Questo comporterebbe lo sviluppo di nuove tecnologie e veicoli militari avanzati, rafforzando la posizione dell’Italia come leader nel settore.

Il supporto del governo italiano potrebbe giocare un ruolo cruciale.

La creazione di un polo della difesa nazionale all’interno dell’Unione Europea non solo rafforzerebbe la sicurezza nazionale, ma migliorerebbe anche la posizione geopolitica dell’Italia.

Un polo forte e ben supportato potrebbe attrarre ulteriori investimenti e partnership internazionali.

L’interesse di Leonardo per Iveco Defence Vehicles potrebbe essere il catalizzatore per la trasformazione dell’Italia in un nuovo polo europeo della difesa.

Con la combinazione di sinergie industriali, alleanze strategiche, investimenti in innovazione e supporto governativo, l’Italia ha tutte le carte in regola per diventare un attore centrale nel panorama della difesa europea. Il mercato sta seguendo con attenzione questi sviluppi, consapevole che un’eventuale acquisizione potrebbe ridefinire gli equilibri nel settore della difesa in Europa.

di Marco Pugliese

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