Il Decreto Flussi varato dal consiglio dei ministri è una svolta concreta per quanto riguarda la lotta al lavoro abusivo e al caporalato. Spesso i migranti scelgono di lavorare in maniera illegale sfruttati pur di rimanere in Italia, evitando di denunciare gli imprenditori aguzzini. Ora con il decreto varato dal governo ci sarà un incentivo a denunciare chi sfrutta il lavoro clandestino, ma diverse le ombre per le opposizioni come la possibilità di perquisire i cellulari dei migranti e il registrare le impronte digitali.
Decreto Flussi, cos’è e cosa cambia?
La misura più importante del decreto flussi riguarda proprio la possibilità per gli immigrati, che segnaleranno lo sfruttamento da parte di imprenditori, di poter ottenere un permesso di soggiorno bonus di sei mesi rinnovabile. In più verrano inseriti nel Sistema di inclusione sociale e lavorativa (Siisl) dove attraverso un percorso di formazione e di reinserimento sociale al lavoro potranno arrivare ad ottenere una protezione economica con il reddito di inclusione.
Nel nuovo decreto flussi c’è la novità dell’obbligo per gli stranieri di fornire impronte digitali per chi chiede un visto nazionale, ad oggi previsto solo per i visti Schengen. C’è poi l’eliminazione dell’obbligo per i consolati di dare preavviso formale del rigetto della domanda di visto, mentre altra novità che sta facendo discutere è l’obbligo di verifiche preventive al rilascio del nullaosta o se il nullaosta è già rilasciato prima del rilascio del visto per i cittadini di tre Paesi: Bangladesh, Pakistan e Sri Lanka dove le irregolarità sono state più pesanti. Questi Paesi non escono dal decreto flussi ma nell’immediato il rilascio dei visti di lavoro sarà sospeso per consentire verifiche effettive in Italia. Levata di scudi delle opposizioni anche per l’obbligo per gli aerei delle Ong di segnalare eventuali incidenti in mare alle autorità marittime italiane immediatamente e la possibilità di ispezionare i cellulari dei richiedenti asilo.
Decreto Flussi, la soddisfazione dei leader Tajani e Salvini
Nel corso di una conferenza stampa presso la sede romana di Forza Italia a San Lorenzo in Lucina incalzato sul decreto flussi il vice premier Antonio Tajani ha dichiarato: “Il decreto flussi va nella direzione di favorire la migrazione regolare e contrastare quella irregolare”, ribadendo dunque che per il governo Meloni non tutta l’immigrazione può essere considerata illegale.
Dello stesso avviso anche l’altro vicepremier Matteo Salvini, che a Perugia durante un tour ha dichiarato: “Il decreto flussi allarga e semplifica la possibilità per i lavoratori regolari di arrivare e di rimanere in Italia in agricoltura per l’assistenza sociale. Il nostro obiettivo e’ dare piu’ certezza agli immigrati regolari e perbene che possono rimanere per piu’ tempo e piu’ numerosi e invece stringere sull’immigrazione clandestina e irregolare. Per quello che mi riguarda l’immigrazione regolare e’ un fattore positivo in certi limiti, l’immigrazione gestita con barchini e barconi, ong e trafficanti no”.
Dure le opposizioni, Ilaria Cucchi all’attacco
La risposta più dura delle opposizioni è affidata ad Ilaria Cucchi (AVS): “Il governo Meloni, invece di abrogare o modificare la Bossi-Fini, la pessima legge sull’immigrazione, promuove l’ennesimo decreto che chiama decreto flussi, ma in realtà è l’ennesimo provvedimento contro i migranti con poche norme che riguardano il lavoro stagionale e gli ingressi in Italia per lavoro”.
La Cucchi non si sofferma sull’aspetto dei permessi del lavoro, ma torna ancora una volta sulla questione delle ong e sulle ispezioni dei cellulari dei migranti: “Il decreto introduce una nuova ipotesi di respingimento per i migranti salvati in mare dalle navi umanitarie, regole stringenti per le navi e gli aerei delle Ong che operano nel Mediterraneo, misure per respingere e trattenere più facilmente chi chiede asilo in Italia, l’allargamento dei casi in cui è possibile il ritiro della domanda di protezione internazionale e addirittura una norma che dà la possibilità di ispezionare i cellulari dei migranti richiedenti asilo”.
La deputata si sofferma sui pericoli di emergenza sociale portati da questo decreto flussi: “La solita criminalizzazione della solidarietà e una vera e propria stretta sui migranti che non aiuterà chi arriva in Italia scappando da fame, guerra e povertà né tantomeno le tante aziende che da tempo chiedono di aprire a nuovi ingressi, perché cercano manodopera e non la trovano”.



