Una guerra in Ucraina che sarebbe dovuta finire in 24 ore dal suo insediamento e i silenzi occidentali nei confronti della guerra a Gaza che si può definire una vera e propria pulizia etnica guarnita dal surreale video di Trump.
I dazi al 20, al 50, al 125% annunciati e poi rinviati ai vari Paesi. Le capriole di Trump e le sue decisioni politiche hanno avuto il demerito di rafforzare i rapporti tra Cina e Russia e la conferma è stata la partecipazione di Xi alla parata di Mosca anche con la partecipazione di soldati cinesi. Evento mai successo prima.
Per non parlare del rafforzamento ed accelerazione del nuovo ordine mondiale formato dai cosiddetti paesi del Brics (Brasile, India, Cina, Sudafrica e Russia).
Ha, inoltre, provocato il riavvicinamento del Regno Unito all’Europa. A Lancaster House l’Unione Europea e il Regno Unito hanno firmato il 19 maggio scorso un accordo “storico” su difesa ed energia. Insomma, i primi 150 giorni di Trump sono stati un vero disastro se aggiungiamo il dato economico del primo trimestre 2025 che ha mostrato un calo del Pil U.s.a. dello 0,3% anticipando una possibile recessione.
Questi annunci trumpiani poi smentiti dopo poche ore o pochi giorni a chi giovano? Molti pensano ad una speculazione anche borsistica nel caso in cui tali notizie venissero fatte trapelare in anticipo.
Il giorno prima dell’annuncio dei dazi al 50% nei confronti dei prodotti europei a Wall Street il Dow Jones ha perso l’1,95% ed è stato un calo per alcuni osservatori anomalo.
Nel caso la notizia fosse stata anticipata vendere le azioni il giorno prima per poi riacquistarle con una borsa che crolla sarebbe un’operazione molto vantaggiosa a livello finanziario. Se poi si torna indietro su quella decisione e la borsa naturalmente rimbalza il forte guadagno è assicurato.
Sono supposizioni ma, in una vera democrazia, dovrebbero esserci gli organi di controllo che dovrebbero approfondire eventuali operazioni di “insider trading”, che è l’uso di informazioni riservate e non pubbliche per fare trading su azioni o altri strumenti finanziari. In questo caso ottenere questo privilegio non di poco conto è un reato finanziario molto grave e punito severamente in molti Paesi.
In tutta questa storia il silenzio assordante del governo italiano è tattico ma non strategico. E la tattica in politica spesso è soccombente nei confronti di una visione strategica. Con Trump si vive alla giornata e applaudire o condannare una sua decisione si rischia la smentita dopo poco ore.
Quindi solo silenzio e tattica a breve termine ma nulla di strategico e a lungo andare si rischia di pagare tutto questo in termini politici.
di Amedeo Giustini



