Kiev. Il piano di Trump spianato da una Ue che non conta nulla. Il gioco delle parti

lunedì, 24 Novembre 2025
3 minuti di lettura

Sembra una storia che si ripete. Con una tesi, un’antitesi, proposte, integrazioni e poi, il vuoto, il nulla di fatto, il ritorno al punto di partenza. L’ultimo piano di Trump relativo alla pace in Ucraina, sembra ricalcare le stesse regole e gli stessi stop del piano per Gaza.
Vediamo la meccanica: prima il tycoon impone i suoi punti, passaggi che prevedono un’applicazione graduale, dove ovviamente ognuno dei diretti interessati, dopo lo shock iniziale, può inserirsi, dire la sua, bluffare, fingendo di aderire con aggiustamenti progressivi che possono, anzi sicuramente arrivano a inficiare il processo.

E’ il triste, grottesco gioco delle parti, dove interessi militari, politici, geo-economici, valori e affari, da troppo tempo, si fondono e confondono.

In quando a Kiev, ormai viviamo una specie di farsa. Trump, come noto, ha dato un ultimatum, sapendo che gli accordi si sottoscrivono solo dopo un conflitto, una complessa negoziazione e una sintesi a metà strada tra le vittime e i carnefici. Infatti, ogni volta all’annuncio mediatico del presidente Usa è coerentemente seguita la realtà, con gli ultimatum trasformatisi in “penultimatum”.

Zelensky, va ammesso, è una grottesca “madonna pellegrina”. Sa perfettamente che armi, soldi e uomini “patriottici” sono agli sgoccioli, e ricattato dai sostegni Usa, fiuta la sua fine: a questo punto, o vende cara la sua pelle, morendo da eroe, o scappa all’estero, o viene impiccato dai suoi sostenitori, che si sono sacrificati senza risultati concreti, dignitosi. Con un esito che prevede in qualsiasi caso la cessione di territori conquistati dai russi. Il suo recente appello alla nazione sa di “mani messe in avanti” in vista della capitolazione: “O la nostra dignità o la nostra sconfitta”, preludendo al destino che inesorabile lo aspetta. Altro che missili, droni e carrarmati.

Trump, dal canto suo, si è stancato dell’Ucraina, anche per placare gli umori sempre più infastiditi della sua base elettorale Maga. Oggi ha finto di condividere la contro-proposta della Ue. Ma siamo al ridicolo: la Ue è sempre fuori dalle decisioni, non conta nulla, tenta disperatamente di partecipare al tavolo con posture e comunicazioni ideali, ma perdenti.
E lo fa con asserzioni ideologiche tutte superate dal nuovo ordine mondiale di fatto, tipo “sovranità territoriale”, “il pericolo per l’Occidente”, “la sicurezza”, “la guerra fredda”, “l’anticomunismo declinato in anti-putinismo”.

Ma la Von der Leyen ha capito che Bruxelles è un fuoco fatuo, un cadavere?

Non ha un esercito unitario, una politica di difesa comune, un collante valoriale degno di nota che non siano strategie lobbistiche ed economiche; parla astrattamente di sovranità, quando sa che chi comanda oggi è il più forte: e Trump e Putin lo stanno facendo capire al mondo senza “infiorettamenti” sentimentali, proclami progressisti, laicisti, umanitari. Non è cinismo, ma verità. Domanda: gli Usa hanno vinto la guerra perché nel giusto, o perché più forti?

Bruxelles si richiama alla “sovranità” che non può essere violata, alla reazione dell’esercito di Kiev, all’autodeterminazione del governo di Zelensky. Un infantilismo in malafede. Concepito per mettere il bastone tra le ruote al piano di Trump.

“La pace giusta e sicura” non esiste e non è mai esistita. E’ un messaggio religioso. La pace è sempre stata realistica e pragmatica, mirata a bloccare e certificare rapporti di forza liquidi, suscettibili di nuove declinazioni.

Dopo ogni fine di conflitto mondiale ci sono stati territori che sono passati da una parte e dall’altra, con dolorosa normalità (vedi lo sfaldamento degli imperi asburgico, ottomano, russo, prussiano e vedi l’Alsazia-Lorena, eternamente ambita e contesa sia dalla Germania, sia dalla Francia etc).

La risposta indirizzata a Trump è che bisogna “difendere la sovranità dell’Ucraina” per non legittimare l’aggressione di Mosca. Un concetto tutto da discutere pure sul piano storico (gli accordi di Minsk violati nel 2014). Uno Stato è sovrano quando batte moneta, ha la proprietà dell’economia, delle infrastrutture e delle fonti energetiche, altrimenti che sovranità è? E l’Italia oggi, siamo così convinti che sia sovrana e dopo il 1945 non sia stata a sovranità limitata? Si è visto quando Olivetti, Mattei, Craxi, Berlusconi, hanno tentato di alzare la testa, come sono finiti.

Quindi, noi che siamo (in buona compagnia), a sovranità limitata, dobbiamo combattere, armarci per una sovranità farlocca come Kiev, nel nome di una Ue che non esiste?
Ecco la mistificazione in atto. Un balletto alle spese del mondo occidentale.
E l’autodeterminazione dell’Ucraina? Quali garanzie può offrire Zelensky, a capo di un governo corrotto che nega le libertà costituzionali, il voto, i partiti di opposizione con la scusa della guerra?

Tradotto, con la sovrapposizione complessata dei volenterosi della Ue si perde unicamente tempo prezioso.

E i volenterosi hanno solo un timore vero: essere disarcionati dai loro popoli. Difendendo Kiev difendono la loro poltrona.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.