Meloni tra esteri ed energia rilancia: “Un sì ti conferma, ma un no ti riaccende”. Scintille con opposizione | Video

giovedì, 9 Aprile 2026
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Dalla crisi internazionale tra Iran e Stati Uniti al nodo energia, fino alle politiche economiche, fiscali e sociali e alla prospettiva dell’azione di governo nei prossimi mesi. È un intervento a tutto campo quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell’informativa urgente alla Camera, in cui rivendica le scelte dell’esecutivo, rilancia sull’impegno europeo e internazionale e prova a trasformare anche i segnali critici arrivati dal referendum della giustizia perso in un elemento di rilancio politico. Nel discorso emergono con forza i temi della sicurezza energetica, della stabilità economica e della credibilità dell’Italia nello scenario globale, insieme alla volontà di proseguire lungo una linea di “serietà” e riforme strutturali. Ma nel finale, tra battute e passaggi più politici, il tono si avvicina a quello di una campagna elettorale già iniziata, con l’esecutivo che si compatta e chiude di fatto alla prospettiva di elezioni anticipate.

Meloni alla Camera su Iran e USA

Al centro dell’intervento, la crisi geopolitica e il fragile cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. “Nella notte tra martedì e mercoledì è stato concordato un temporaneo cessate il fuoco tra l’Iran, gli Stati Uniti e i rispettivi alleati nel conflitto iniziato lo scorso 28 febbraio. Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora abbiamo davanti una pur flebile prospettiva di pace, che deve essere perseguita con determinazione”, afferma la premier, indicando nella diplomazia la strada obbligata.

Meloni chiarisce anche la posizione italiana sull’operazione militare statunitense: “Un’operazione militare che l’Italia non ha condiviso e a cui non ha partecipato. Un dato emerso in tutta la sua concretezza con la vicenda di Sigonella, nella quale l’Italia si è, ovviamente, attenuta scrupolosamente alla lettera dei trattati e degli accordi che regolano i nostri rapporti con gli Stati Uniti”.

E rilancia sul piano strategico: “È quindi interesse prioritario dell’Italia che la libertà di navigazione venga pienamente ripristinata alle condizioni precedenti al 28 febbraio, in modo da poter normalizzare la situazione di tensione sui mercati energetici, delle materie prime critiche, dei fertilizzanti e di altri prodotti essenziali per la nostra economia”.

Infine, il richiamo alla collocazione internazionale: “Mi verrebbe da dire che noi siamo ‘testardamente unitari’. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo, potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti”.

Il punto sulla crisi energia

Il tema energetico attraversa tutto l’intervento, strettamente legato alla crisi internazionale. “Era nostra responsabilità intervenire con un corposo decreto che ponesse le basi per ridurre in modo strutturale il costo dell’energia, iniziativa che nessuno prima di noi aveva avuto il coraggio di adottare, che ha scontentato le grandi aziende energetiche ma è stata accolta con grande favore dal mondo produttivo”, rivendica la premier.

Sul fronte carburanti: “Era nostra responsabilità intervenire sul costo del carburante: lo abbiamo fatto con un primo provvedimento che ha tagliato di 25 centesimi al litro il prezzo di diesel e benzina e ha introdotto un meccanismo anti-speculazione che sta funzionando. Lo abbiamo fatto, inizialmente, per 20 giorni e con il Consiglio dei Ministri di venerdì scorso lo abbiamo rifinanziato e prorogato fino al 1 maggio. Una scelta che rivendico e che moduleremo man mano che i negoziati di pace andranno avanti”.

Il punto sull’azione del governo e il futuro

Nel bilancio dell’azione dell’esecutivo, Meloni rivendica i risultati sul fronte fiscale: “Abbiamo combattuto come nessun altro l’evasione fiscale. In tre anni abbiamo raccolto oltre 100 miliardi di euro, risorse preziosissime che ci aiutano a tenere i conti in ordine e finanziare interventi a favore di famiglie e imprese. E non abbiamo intenzione di fermarci”.

Ampio spazio al contrasto alla criminalità organizzata: “Sui rapporti tra questo governo e la criminalità organizzata parlano i fatti. Abbiamo messo in sicurezza l’ergastolo ostativo, e salvato il carcere duro per i mafiosi da chi stava per smantellarlo. Sotto questo governo sono stati catturati oltre 130 latitanti, sono state eseguite più di 300 maxi operazioni e migliaia di arresti”.

E ancora: “Oltre 7 miliardi di euro sottratti alle mafie e oltre 18mila beni confiscati restituiti alla collettività oggi ospitano presidi delle Forze dell’ordine o progetti a carattere sociale. Non abbiamo nulla da imparare da chi i boss li scarcerava a colpi di decreto con la scusa del Covid. Mi auguro che almeno su questo si possa lavorare insieme”.

Sul tema sicurezza, ammette criticità: “Personalmente non sono soddisfatta dei risultati sulla sicurezza. Perché la sicurezza è il primo dovere dello Stato, e noi dobbiamo riuscire a incidere con maggiore efficacia nella vita quotidiana dei cittadini”.

Nel passaggio conclusivo, Meloni blinda la tenuta dell’esecutivo e chiude di fatto alle elezioni anticipate, rilanciando su continuità e responsabilità. “Come avete notato, non ho annunciato misure roboanti tipo ‘daremo a tutti uno stipendio senza lavorare’ o ‘potrete ristrutturare la vostra villa a spese dello Stato’. Noi scegliamo la serietà e non rinunciamo a convincere con risposte concrete e di lungo periodo”.

Rivendica il ruolo della politica e il confronto democratico: “Gli italiani hanno il diritto di conoscere le diverse proposte in campo al governo spetta l’onere e l’onore di governare, ma all’opposizione spetterebbe anche di dimostrare di essere in grado di rappresentare un’alternativa di governo”.

Il clima in Aula, però, si accende più volte durante l’intervento. Scintille con le opposizioni mentre la premier rivendica i provvedimenti sulla sicurezza e annuncia le prossime misure. “Vi vedo nervosi…perché siete così nervosi? Avete tempo per rispondere”, dice trattenendo una risata tra i rumori del centrosinistra. E ancora, sul piano casa: “Altro tema che a noi sta particolarmente a cuore è quello della CASA”. Di fronte alle proteste, la replica è immediata: “A voi no? Prendo atto”.

La chiusura è tutta politica e programmatica: “Vogliamo continuare a costruire questa Italia con abnegazione, determinazione, e con umiltà un ‘sì’ ti conferma, ma un ‘no’ ti riaccende. Ti impone di fermarti a riflettere il rifiuto non è la fine di un percorso, ma l’inizio di una nuova spinta”.

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