Tra il “prodotto presentato” e il “prodotto percepito” c’è un abisso. Tradotto, tra il pensiero e l’azione del Palazzo (sia di destra, sia di sinistra), e le esigenze, i problemi e le aspirazioni dei cittadini c’è sempre una differenza, come tra il giorno e la notte.
E di fronte al “Tribunale dell’Opinione pubblica”, cascano quasi tutti: politici entranti, politici uscenti, rappresentanti di quelle istituzioni che si credevano intoccabili e al sicuro da qualsiasi giudizio.
L’ultimo sondaggio per Sky di ieri, infatti, parla chiaro a dispetto dei dirigenti di partito (ridotti a grotteschi spot-man o a meri emoticon via etere); a dispetto degli opinionisti e degli intellettuali ciechi, ottusi, di parte, o prigionieri di schemi superati dalla storia. Il termometro-sovrano, al momento, è spietato.
LEGITTIMA DIFESA. Mentre la sinistra fa sociologia e se la prende sempre con la Polizia, anche a costo di difendere le garanzie dei delinquenti, secondo il mantra marxista o marxiano “dell’ambiente che determina la coscienza”, e che ha portato finora al “diritto diseguale” (della serie, se un reato è compiuto in una zona povera va punito diversamente rispetto a una zona ricca; o se un immigrato commette lo stesso reato di un italiano, beneficia del disagio sociale, come attenuante), gli italiani come la pensano? Per il sondaggio, fresco di fabbrica, il 57% ritiene che occorra estendere la legittima difesa. Come dire, Roggero subito fuori dalla galera.
SICUREZZA. La Schlein ha dato un ordine di scuderia ai suoi: non fate come la destra sicuritaria, legge e ordine, ma puntate sull’economia, le bollette, la salute, la sanità. Col risultato, e ciò ci fa capire quanto la sinistra sia popolare, che la maggioranza degli intervistati ritiene la sicurezza (le bande, gli irregolari, il degrado delle periferie) un’emergenza nazionale per il 70%.
GOVERNO. Ma se su legittima difesa e sicurezza, le priorità del governo sono in linea con i desiderata del Paese, sulle scelte legislative e gli effetti dell’azione di Palazzo Chigi si assiste a una sonora bocciatura: il 65% giudica un flop quello della Meloni. Un’onda che inesorabilmente e oggettivamente porta a Vannacci.
VOTO. Dati alla mano, il sondaggio conferma le tendenze in atto: Fdi e Pd sostanzialmente tengono (26% i primi e 21% i secondi), forse in lieve calo, come i 5 Stelle (11,5%), ma con Futuro nazionale che continua a salire (il 7,6%), sbaragliando una Lega ormai in caduta libera (4,9%), e tallonando Fi (7,9%).
ALLEANZE. Il focus è su Futuro Nazionale: il 46% lo vorrebbe alleato del centro-destra; il 39% no. Vogliamo vedere che la perfetta sintesi sarà l’appoggio esterno o interno, ma con i paletti scelti dal Generale?
RIFORMA ELETTORALE. La premier dovrebbe stare attenta a due sindromi: quella “dell’anatra zoppa” e “quella della veloce rivalsa”, che la porterebbero, se insiste senza lucidità, a scendere maggiormente nel gradimento pubblico. Sulle riforme il quadro è evidente: sconfitta sulla Giustizia, con le autonomie e il premierato al palo, trasformare la riforma del sistema elettorale in un mantra ossessivo significa farsi male. Il 37% la considera inutile. Anche se sulle preferenze le dà ragione: il 62%.
Tutti argomenti su cui riflettere. Con un’avvertenza. A destra, nessuno rincorra nessuno, tanto alla fotocopia si preferisce l’originale, ergo il Generale. A sinistra, i temi pauperisti non bucano. Si rassegnino, la sicurezza dei cittadini è al primo posto. Poi vengono le altre priorità. Ma l’elettorato “Ztl” è difficile che capisca problemi che non vive.
Ultimo sondaggio. Estensione della legittima difesa e Futuro Nazionale-boom. Leggere per credere



