Trump-Meloni. I segreti e i limiti del populismo. Dal sovranismo all’interesse nazionale

giovedì, 26 Dicembre 2024
2 minuti di lettura

Trump ha detto che deporterà il più grande numero di migranti clandestini che a milioni funestano, attraversano, le frontiere americane e che come da noi, sono destinati a incrementare il disagio sociale, la non integrazione, il disordine e la criminalità.
E ancora: il tycoon ha promesso che farà finire la guerra in Ucraina e risolleverà l’economia americana.
Come prima dimostrazione di coerenza ha nominato nella sua squadra di governo tante personalità “alternative”, in linea con la sua battaglia anti-dem.
Esattamente come ha fatto la Meloni. Tra i primi atti del suo esecutivo c’è stato il mutamento rivoluzionario della denominazione dei ministeri, dando un segno evidente di discontinuità politica e pure lessicale rispetto al vecchio e acquisito vocabolario progressista e laicista: dicastero del merito, della famiglia, del made in Italy, della sovranità alimentare, della sicurezza energetica (in luogo della transizione energetica). Così, tanto per rompere ideologicamente l’ugualitarismo sessantottino, il globalismo, il perimetro arcobaleno-Lgbtq e la mistica green, ritenuti patrimonio collettivo indiscutibile dei popoli e passivamente accettato dalla politica.
Insomma, un modo di destra di amministrare il potere e non di essere semplicemente il lato destro del pensiero unico.
Ma il tema non sono solo le parole, ma i fatti, le scelte legislative. C’è un momento in cui le scuse, il pretesto delle ingerenze internazionali, delle variabili indipendenti, non reggono più.
Non reggono oggi nel caso della Meloni, non reggeranno domani, nel caso di Trump.
Un bilancio obbligato che riguarda il passaggio dalle promesse ai comportamenti concreti. Per quanto riguarda Palazzo Chigi sono trascorsi oltre due anni. Quanto durerà l’alibi di contenere gli equilibri esteri per poter galleggiare e non essere impallinata? Ci riferiamo all’eccessivo atlantismo, all’eccessivo filo-americanismo, all’eccessiva appartenenza al partito delle armi (vedi Ucraina), e all’eccessivo continuismo economico rispetto al governo Draghi e alla non sempre efficacia alternativa sui temi etici?
Per quanto riguarda invece, Trump, la luna di miele durerà ancora parecchio. Almeno i primi sei mesi del 2025.
Come si collegano i due? Sintetizzando, le qualità e i limiti del populismo mediatico che si traduce inevitabilmente nel populismo politico: una comunicazione basata sugli assi “amico-nemico”, “bene-male”, “narrazione” al posto della “verità”. E per narrazione non intendiamo la falsità, ma l’interpretazione dei fatti finalizzata al consenso. Uno schema che certamente unisce la nostra premier e il tycoon. Posture che magari consentono di vincere alle elezioni, specialmente se la sovranità popolare è un mantra (mentre la sinistra si accontenta dei giochi dall’alto del Palazzo), e se dall’altra parte, ci sono le caste autoreferenziali, autocentrate che procedono per cooptazione (caste economiche, politiche, finanziarie, culturali, giornalistiche, artistiche), e che hanno fatto il loro tempo, ma posture che difficilmente si traducono in azione omogenea (con tutte le complicazioni oggettive tipiche delle coalizioni eterogenee se non si raggiunge la maggioranza al voto). La politica non è semplificazione, ma complessità. E’ la mediazione tra l’assoluto del pensiero e il reale possibile.
Pertanto, sia la Meloni, sia Trump saranno giudicati dai risultati.
Non a caso la premier ha chiesto di aspettare la scadenza della legislatura per fare i conti veri.
E la parola chiave che ha adottato, infatti, non è più sovranismo, termine fatto proprio dalla Lega, ma “interesse nazionale”. Un concetto elastico, pragmatico, che ben si adatta al fluire della politica.
Ciò vuol dire che gli interessi italiani, da qui al futuro, muteranno in progress.
Come gli interessi americani, compresa la nuova strategia di distruggere la Ue e di intessere rapporti bilaterali con gli alleati dentro la visione degli Stati sovrani.
Una partita che dimostrerà se il populismo di destra è unicamente una reazione o una ricetta stabile.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.