Il banchiere Gotti Tedeschi: “Rischiamo la Troika. Usa guardano a nuovo Ppe”

Politica

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Elezioni 2018. Il banchiere, ex presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi in esclusiva per Lo Speciale analizza un tema che sarà sul piatto della prossima campagna elettorale, l’Europa: c’è ancora spazio per la politica o la Troika è il futuro? La svolta di Silvio Berlusconi benedetto da Jean-Claude Juncker dopo 40 minuti di chiacchierata ha lasciato tutti sorpresi. Ma non lui: “Non mi è mai parso anti-Europa” dice e prevede un futuro rafforzamento dei partiti che compongono il Ppe. Per questo avverte tutti: “Le elezioni del 4 marzo saranno “storiche” più di altre”… 

Gotti Tedeschi che succede? Tutte le tappe che nel 2011 portarono al golpe anti Cavaliere sono state dimenticate e Berlusconi ora piace all’’Europa? Cosa è cambiato?

“Credo che per poter rispondere alla domanda su cosa sia cambiato, si debba fare una riflessione: ma di quale Europa stiamo parlando oggi, proprio riferendomi al tema da lei proposto? Se chiedessimo cosa è o dovrebbe esser l’Europa a mille politici, crede che avremmo risposte omogenee? Parliamo dell’Europa voluta da De Gasperi, Schuman, Adenauer, che doveva esser sussidiaria ai singoli Paesi al fine di valorizzare le loro identità o parliamo dell’Europa del Manifesto di Ventotene (elaborato da Altiero Spinelli e da altri tra il 1941 e il 1944) che esprime obiettivi esattamente contrari? Questi obiettivi son già stati realizzati oggi, non solo sognati e progettati, e hanno prodotto quello che è sotto i nostri occhi. Eppure nel 2016, dopo la Brexit, Renzi, Merkel ed Hollande, (vi ricordate?) andarono in questa isola a riconfermare questo progetto. Questo progetto vuole un’Europa governata da un’élite, senza mandato popolare, perciò governata da burocrati e lobbies, dove il Parlamento non fa le leggi e dove il governo è fatto da persone non elette, bensì cooptate (leggasi Commissione). Questa Europa a chi piace ancora, avendo fallito in quasi tutto? Perché chi osa dire che non va è un “populista”? Cosa è cambiato dunque? Spero sia cambiato il sogno centralista del Manifesto di Ventotene, non il sogno dei padri fondatori. Comunque Berlusconi non mi è mai parso anti-Europa, semmai anti-Manifesto di Ventotene gestito dai franco-tedeschi”.

Dimenticato Mario Monti, Berlusconi forse diventa utile come anti-M5S o l’anti-Lega?

“Se condivide la premessa nella prima risposta, non è oscuro capire perché sia stato dimenticato il prof. Mario Monti, ma è anche opportuno capire perché queste elezioni del 4 marzo saranno “storiche” più di altre. Io credo, penso, spero, che il perché stia nel poter concorrere in Italia a consolidare un Partito Europeo (tipo PPE), senza cancellare il progetto europeo, con un ruolo italiano forte, consistente, concreto. Ma il problema è quanta gente consapevolmente andrà a votare. Io temo poca, e spiego perché. Ieri entrando in stazione, a Torino, ho visto un enorme manifesto di uno dei maggiori partiti politici italiani che diceva: “ Il 4 marzo, vota i diritti , scegli XXX”. Capisce perché si rischia che la percentuale di votanti crolli ancora? Cosa si capisce da questo invito a votare la cosa più abusata e negata che ci sia: i diritti? Quali diritti? Di chi? Se fossi un politico io, oggi, inviterei provocatoriamente a “votare i doveri…”.

Quanto abbiamo pagato quel golpe in termini economici? E quanto oggi stare alle regole Ue – così come concepite finora – imprigiona la nostra crescita?

“Lo abbiamo pagato molto caro, un giorno si dovrebbe fare un “virtuale” processo a ciò che avvenne nel 2011. Comunque abbiamo perso 6 anni, irrecuperabili. Non voglio entrare in dettagli tecnici, ma è evidente a tutti cosa è successo da allora, cosa non abbiamo potuto fare per rafforzare la nostra economia, come altri Paesi se ne sono avvantaggiati. Tanto che “qualcuno” pensa che sarebbe stato meglio che la Troika “commissariasse” l’Italia nel 2011, visto che oggi rischiamo che lo faccia – 6 anni dopo – in condizioni ben peggiori. E’ questo che va evitato. I candidati alle prossime elezioni lo sanno? Ecco perché le elezioni del 4 marzo sono significative”.

Saranno elezioni “pilotate” dall’Europa anche questa volta? Di fatto non esiste più la sovranità, ma molti partiti tra cui la Lega tentano di dare una svolta a questa impostazione. E’ impossibile porsi contro l’Europa ora, come ha detto Berlusconi? E il vincolo del 3% quanto condiziona ogni programma elettorale?

“Senza dubbio il mondo globale non si può permettere disomogeneità di modelli di governo soprattutto in Paesi europei, e in specifico l’Italia. Qualcuno definisce questa situazione “perdita di sovranità”, certo, ma detta sovranità quando l’abbiamo persa? 70 anni fa o mi sbaglio? E ce ne lamentiamo solo ora ? Ciò che il mondo globale ostacola sono i nazionalismi, per farlo son state create condizioni di irreversibilità dei progetti di unificazione europea (se non a condizioni imprevedibili). Ma immaginiamo che le nazioni europee siano imprese che competono, con vantaggi differenti, sugli stessi mercati, e che decidano di fondersi fra loro. La logica economica spiega che si privilegerebbero i vantaggi e si cancellerebbero gli svantaggi. In tal senso il rischio per l’Italia è che le si porti via, si “rubi”, con mille scuse o giustificazioni, il suo maggior vantaggio competitivo: il risparmio prodotto nel nostro Paese e detenuto dalle famiglie”.

Il risparmio degli italiani fa gola insomma…

“Le mire sul nostro risparmio sono “vecchie”, si vorrebbe utilizzarlo per finanziare altre attività trainanti in altri Paesi oppure per ridurre il debito pubblico europeo. Finito però il risparmio (per noi) è come se si estinguessero i pozzi di petrolio di un Paese produttore. L’Italia non ha più grandi imprese trainanti l’economia. Il maggior errore fatto è stato lasciar uscire la Fiat dal Paese. Il nostro risparmio deve confluire sulle nostre imprese medie, quelle che creano crescita, occupazione, pagano le tasse e riducono il debito pubblico. Questa è la vera alternativa a quello che si pretenderebbe a Bruxelles, cioè “patrimoniali” per diminuire il debito pubblico. Questa azione sarebbe demenziale e la nostra fine”.

Tornando alle elezioni. Cosa aspettarci? 

“Ci sono sorprese che potremmo attenderci, che potrebbero spiegare l’esito delle elezioni del 4 marzo. Quella maggiore è la preoccupazione in USA dei cambiamenti geopolitici e la necessità di coordinarsi meglio con una Europa più consolidata e solida. Perciò potrebbe avvenire questo: il rafforzamento dei partiti che compongono il Ppe, facendolo così diventare il vero partito che governa l’Europa, ridimensionando o eliminando in tal modo il ruolo della Commissione di Bruxelles. Così gli interessi italiani sarebbero rappresentati e difesi. E’ il modello di governo dell’Europa, ormai, che va cambiato e influenzato. E poi ci sono le persone da mandare a governare in Europa che devono esser scelte con criteri differenti”.

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