Berlusconi esce dal Quirinale e torna europeista contro i populismi

Politica

“Questo governo non potrà non partire dalla coalizione che ha vinto le elezioni, il centrodestra, e dal leader della forza politica più votata nella coalizione e cioè la Lega. Queste  sono le nostre indicazioni e su questo siamo disposti a dialogare”. Parola dal Quirinale del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, al termine dell’incontro con il presidente Sergio Mattarella.

“Siamo disponibili a partecipare, con una presenza di alto profilo, a soluzioni basate su accordi chiari, cose concrete e fattibili. Credibili in sede europea” è poi il messaggio che fa trapelare.

Ma rispunta l’Europa, non particolarmente cara a Salvini, che “non perdonerebbe certo populismi, dilettantismi e improvvisazioni”. Ed ecco qua la mossa che non piace alla rete di cui già si parlava leggendo i profili dei più noti antieuropeisti: “Siamo disponibili a partecipare, con una presenza di alto profilo, a soluzioni basate su accordi chiari, cose concrete e fattibili. Credibili in sede europea”.

Peccato che lo ha detto lo stesso Berlusconi il risultato del voto del 4 marzo “è basato sulla protesta, il malcontento, il dispetto, la delusione”, proprio rispetto a questi metodi e a quest’Europa diciamo noi. Tuttavia, ha chiarito, “non siamo disponibili a soluzioni di governo in cui prevalgano l’invidia e l’odio sociale, il pauperismo, il giustizialismo. Siamo disponibili a partecipare a soluzioni serie basate su accordi chiari e su cose concrete e fattibili, credibili in sede europea”.

Peccato che le “urgenze” del Paese, come le chiama lui “richiedono un Governo fondato su un programma coerente e in grado di lavorare per un arco temporale adeguato”… Appunto.

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