La nuova Europa sovranista e il rischio del commissariamento

Esteri Politica

Nel dialogo tra Italia e Ue sui conti pubblici bastano “la testa e il rispetto, cosa che ultimamente non mi sembra che ci sia stata” ha avvertito il vicepremier, ministro dell’Interno e segretario della Lega, Matteo Salvini, durante un’intervista a Radio Cusano Campus.

Per Salvini “basta guardare i numeri, i dati e avere rispetto. Io porto rispetto, ma chiedo rispetto. Gli italiani pagano, hanno sempre rispettato le regole, ma con il voto di 15 giorni fa hanno ribadito che vogliono lavorare di più, puntare di più sulla famiglia, mettere al mondo più figli quindi bisogna rimettere al centro del dibattito europeo il lavoro, l’economia, la disoccupazione, le culle vuote, senza battere i pugni”.

Ma davvero sarà così facile? La risposta è semplice: “L’Italia dona sei miliardi di euro l’anno alle casse dell’Unione europea, è corretto chiedere quello che è giusto chiedere, ma non il salasso, non il collasso”.

D’altronde se l’Europa è quella delle multe, delle infrazioni, o ci chiede di aumentare le tasse o di mandare in pensione la gente a 70 anni, afferma lui, un educato no sarà la risposta.

E all’evento organizzato dall’associazione Donato rinati della polizia di Stato e dall’Avis all’Università cattolica dedicato alla donazione del sangue Salvini ha aggiunto di condividere il contenuto delle contro-osservazioni di Giuseppe Conte all’Ue sui conti pubblici.

E a dar man forte al leader leghista oggi ci si è messo anche l’altro vice premier Di Maio: “Non dobbiamo decidere se si va a elezioni oppure no in base a quello che dice l’Europa, questo sarebbe un grande errore. Non si va a elezioni se si fanno le cose concrete, se si tagliano gli stipendi ai parlamentari, non si va ad elezioni se si fa il carcere per i grandi evasori. Non voglio restare al governo a vivacchiare o a litigare. Voglio restare al governo se si fanno le cose”.

Ma è Renato Brunetta a svegliare tutti dai sogni. Il deputato e responsabile economico di Forza Italia, in una nota, osserva che “anche l’Eurogruppo ha dato ieri, nella sua riunione tenutasi a Lussemburgo, il suo parere favorevole all’apertura della procedura d’infrazione per debito eccessivo contro l’Italia. I ministri delle finanze dei paesi appartenenti all’area euro, che sono poi anche i membri dell’Ecofin che dovrà prendere la decisione finale, hanno quindi ritenuto che il governo italiano sia stato inadempiente nel rispetto delle regole dei trattati comunitari”.

Che fine farà l’Italia? Secondo la maggioranza degli esperti l’unico modo che ora il governo Conte ha di risparmiarci l’umiliazione del commissariamento è quello di fare immediatamente la manovra correttiva da 4 miliardi di euro richiesta da Bruxelles

 

 

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