Coprifuoco e sfiducia a Speranza. La guerra solo mediatica tra Salvini e la Meloni

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Mozione di sfiducia nei confronti di Speranza e coprifuoco bollente: questo e altro nella guerra all’ultimo sangue tra Salvini e la Meloni. Dietro un apparente formalismo, una ostentata correttezza, ripetute parole d’ordinanza, si cela da tempo uno scontro non da poco. Della serie, tante coltellate alla schiena.

C’è in ballo, come noto, il futuro del centro-destra, rimodulato e ripensato sulla base del diverso equilibrio effetto della partecipazione della Lega al governo Draghi.
Come faranno i due partiti a tornare compatti, uniti, “armoniosi”, in vista delle prossime amministrative, dopo le schermaglie quotidiane cui assistiamo? Un logorante gioco di nervi per la leadership dello schieramento.
Secondo gli ultimi sondaggi, la Lega sta al 22% e Fdi è salita al 18%, superando il Pd. Se l’esecutivo si trasformerà in un “Monti2.0”, potrebbe avvenire il sorpasso. E il Capitano lo sa bene. Ormai è in grande difficoltà. Sa di giocarsi la partita della vita. Se incassa qualche risultato (provvedimenti per le categorie, riaperture, sbarchi di nuovo bloccati) tiene, e non smotta verso Fdi, se non accadrà, perderà non solo il primato nel polo, ma forse la segreteria del suo partito, in favore dell’asse del Nord (Zaia in testa), o di Giorgetti e il suo gruppo.
La “strategia del Pierino”, altrimenti detta “Salvini di lotta e di governo”, alla fine rischia di consumarsi e di consumarlo. Facendola diventare la “strategia-Papeete”.

In tanti hanno capito che i duelli ideologici con Letta, su ius soli, voto ai 16enni, valori antropologici, famiglia naturale, Ddl Zan, sono unicamente uno studiato depistaggio per non prendere botte su Recovery ed economia (i temi che contano sul serio).

Ma se Salvini traballa, pure la Meloni non fa i salti di gioia. Un balbettio “patriottico”, ben celato da un’efficace aggressività mediatica. Vallo a dire ai ristoratori, albergatori, partite Iva, piccole e medie imprese, artigiani, operatori del turismo, della cultura, dello sport etc, che i loro problemi di vita o di morte, saranno risolti quando il centro-destra tornerà al governo da solo. Domanda: quale centro-destra? E poi, siamo sicuri che tornerà al governo, dopo la sconfitta quasi sicura alle amministrative di ottobre, dove al momento non ha candidati degni di nota?
Anche le battaglie di Fdi contro Speranza e sul coprifuoco sono infatti, appuntamenti di bandiera, mediatici, sapendo che non otterranno alcun risultato, se non giornalistico e forse elettorale (al momento).

Leggere tra le righe, il commento di ieri di Salvini alle due battaglie annunciate urbi et orbi da Fdi. Mozione per la riapertura, coprifuoco alle 23,00: “Se si apre o se si chiude lo decide il governo, non un Odg presentato alla Camera”. Messaggio chiaro: lui sta al governo ed è in grado di incidere nella realtà; i cugini urlano, ma sono inutili, stare all’opposizione è comodo, ma improduttivo.
Stesso discorso per la mozione di sfiducia che Fdi presenterà questa settimana contro il ministro Speranza. Dice Salvini: “Prima la leggo. Io tendenzialmente faccio quello che può andare a buon fine”. Più chiaro di così. Se è un pallone che si sgonfia nemmeno si muove. E se si muove, semmai, fa saltare il tavolo. Sull’ “affaire Copasir”, la soluzione è a oggi in alto mare. Nessun passo indietro da parte di Volpi e di Salvini, ma la minaccia di azzerare ogni incarico.
Nessun favore, quindi, alla Meloni. Ma prima o poi, il Capitano sarà ripagato con la stessa moneta. E che ne sarà del centro-destra?

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