Governo. Merito, rave, stop ai telefonini: la destra contro eterodiretti, viziati e sballati

giovedì, 22 Dicembre 2022
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Proviamo a metterci nei panni di un perfetto cittadino italico (sia giovane che adulto), manipolato dal pensiero unico.

Ossia, quell’antropologia, prodotto geneticamente modificato del politicamente corretto (della serie, “ogni desiderio è un diritto”, “faccio quello che mi pare e nessuno deve pormi limiti”); tribù ora depressa e arrabbiata a causa della contro-narrazione e dei primi comportamenti concreti (i provvedimenti, la manovra) del governo di centro-destra.
Ecco la lista della spesa “meloniana”. Una vera e propria rivoluzione culturale.

Palazzo Chigi ha introdotto la parola MERITO: apriti cielo. Per molti giovani di oggi, la competizione, come ogni relazione frontale (il significato lessicale è “correre insieme”), è fonte di abbassamento, umiliazione, ridimensionamento, stress, fatica, uscita dall’ego; non riescono proprio a cimentarsi nelle prove vere della vita, preferendo la sicurezza della casa, della rete e delle competizioni virtuali. Loro scendono in campo solo quando sono sicuri di vincere, non di perdere o pareggiare.

Ha introdotto la parola SOVRANITA’ ALIMENTARE, che cozza radicalmente con lo stile di vita dei “gastro-fighetti” (attenti unicamente all’esotismo culinario), o degli “sfondati” che si uccidono scientificamente ogni sera come se non ci fosse un domani. Per non parlare della sovranità in quanto tale, concetto per loro aberrante, sinonimo di limite, laddove la società attuale delle “pulsioni dell’io”, ha come mantra religioso l’illimitatezza e la proiezione universale, amplificata dalla “rete-sovrana”.

Ha recuperato la parola NATALITA’: altro scandalo. In un mondo consumistico “usa e butta”, dove si dà per scontato che siamo troppi e che bisogna tagliare i rami secchi (i fragili, gli inguaribili ma non incurabili con l’eutanasia); un mondo che mette al primo posto la soppressione dei nascituri e poi magari si difendono a spada tratta gli animali (per loro il culto della razza e della famiglia vale) e le piante. Più la società si disumanizza più si mitizzano, divinizzano gli animali.

Ha rivalutato, inoltre, la parola MADE IN ITALY, nelle sue più vaste declinazioni. Cioè, primato delle eccellenze nazionali, dei prodotti italiani e del lavoro italiano.
E ancora. Il governo ha tolto ai giovani il diritto di sballarsi e uccidersi (credendo sia la libertà) durante i RAVE. Li costringe a non usare i TELEFONINI in classe, impedendo loro di giocare, distrarsi (perché poverini, si stancano), e fregarsene dell’autorità dei professori e della centralità dello studio e delle lezioni.

Ha cominciato a trattare il CONTANTE E IL POS, attaccando il moralismo giustizialista e quella visione ecologista che ci fa sentire bene solo se siamo perfetti sudditi dello “Stato etico VERDE” (pronti per la Green Economy e le macchine elettriche).

Ha scardinato la nuova religione “VACCINISTA” (in controtendenza sul vaccino), vanificando i sacrifici “eroici” dei sudditi paranoici e ipocondriaci dello “Stato etico-SANITARIO”, al grido che vaccinarsi è un atto di scienza e non di fede.
Ha colpito a morte l’assistenzialismo di Stato (che COL REDDITO DI CITTADINANZA ha coniugato la filosofia pedagogico-classista della sinistra che regala le mancette al popolo, il piagnisteo meridionale che pretende di mungere economicamente le istituzioni senza muoversi, e i viziati nostrani che preferiscono stare sul divano piuttosto che lavorare).

Sta tentando di stoppare il professionismo dell’umanità, dell’IMMIGRAZIONE OBBLIGATA E TOTALE, demolendo il globalismo finto-umanitario, fonte acclarata di business.
E dulcis in fundo, ha ipotizzato addirittura una MINI-NAJA per difendere e onorare la patria, secondo la Costituzione. Un solenne colpo mortale al familismo amorale, l’indifferenza e al patriottismo da video-giochi.
Poveri cittadini, abituati bene (o male), a vivere e pensare diversamente; poveri giovani costretti a uscire dalle loro bolle autoreferenziali e autocentrate. Povera sinistra.

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