G7. Mentre la Meloni rende l’Italia protagonista la Schlein canta e balla

2 minuti di lettura

Due foto interessanti ed emblematiche dell’attuale bipolarismo italiano.

Prima istantanea: la nostra premier che al G7 non risparmia sguardi di fuoco nei confronti di Macron, appena edulcorati dagli obblighi formali del protocollo; seconda istantanea: la Schlein che balla al Gay Pride di Roma, insieme ad un euforico Zan il noto tormentone di Annalisa, insieme a una massa colorata di festanti.

Due identità e due prospettive: una reale (la destra), la seconda “musicale” (la sinistra); senza nulla togliere alle battaglie civili e ideali.

E indovinante dove sta la politica? Non è difficile rispondere.

Mentre si è cercato di distogliere, sporcare, macchiettizzare un appuntamento storico come il G7, con le trite e ritrite campagne stampa dei soliti protagonisti del mainstream nostrano (la nota rissa in Parlamento), in Puglia si è registrato un oggettivo successo del governo e dell’Italia.

Anche Antonio De Caro, ex sindaco di Bari, non certo un amico della Meloni ha dovuto ammetterlo: “Grazie a lei oggi la Puglia è riconosciuta e amata a livello mondiale”.

La premier, infatti, si è detta fiera del risultato ottenuto, “di come ancora una volta siamo riusciti a stupire e a tracciare una rotta su molti dossier”.

Il famoso “sovranismo pragmatico” indubbiamente, si comincia a delineare, a definire (tenendo presente pure la riforma del premierato, della giustizia etc).
Il piano Mattei (ad esempio, gli investimenti di Bonifiche ferraresi in Algeria), non è più una mera intuizione, l’accordo sul rafforzato sostegno all’Ucraina, il tema dell’immigrazione condizionando l’Europa a un diverso approccio strutturale (lavorando sul diritto a non emigrare e combattendo sul serio e collegialmente i trafficanti di esseri umani), la sfida alla Cina, l’intelligenza artificiale, e non da ultimo, la presenza di papa Francesco, sono i tasselli di un nuovo protagonismo italiano, grazie a un esecutivo, l’unico che non traballa, come la Francia, la Germania, il Regno Unito e gli Usa. Tutte leadership che presto potrebbero essere sostituite o subire un duro colpo.

Un altro asso nella manica della Meloni è stato il vertice allargato all’India, al Brasile, il Sudafrica, l’Argentina e la Turchia, indice di una nuova geopolitica e geo-economia mondiali, superando e cancellando vecchi equilibri unipolari.

E infine, della serie la destra che fa la destra, Palazzo Chigi non si è piegato alle pressioni laiciste su aborto e diritti Lgbtq, sollecitati sia da Biden, soprattutto da Macron, il quale è stato l’unico elemento dissonante rispetto al consenso unanime riconosciuto a questo G7.

Ma c’è da capire il presidente francese: dopo il voto europeo è ai titoli di coda. Il suo partito sarà travolto dal nuovo bipolarismo transalpino: Le Pen contro il nuovo Fronte popolare (retorica da 1948 che da noi non ha portato bene alla sinistra).

E in quanto a Biden, è ormai l’espressione vivente e fisica di un declino politico nazionale e internazionale: come simpaticamente riportato dal Corriere della sera, è stato bacchettato dalla Meloni per il ritardo con cui è giunto all’appuntamento pugliese (“Non si fa aspettare una signora”), ha disertato la cena offerta da Mattarella a Brindisi, perché troppo stanco; ha appoggiato la fronte su quella del papa e si è appisolato quando Andrea Bocelli ha cantato “Nessun dorma”.

Interessante poi, il cambio di postura fisica da parte della premier nei confronti di Ursula von der Leyen. Non l’ha più baciata sulle guance, come ha sempre fatto finora, ma le ha dato solo la mano.

Che stia cambiando idea sui futuri assetti di Bruxelles? Una cosa è certa, già il fatto che prima di pronunciarsi, voglia aspettare le elezioni politiche transalpine, la dice lunga sul nuovo vento di destra.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

A Villa Brasini la International Summer Dinner Gala

Articolo successivo

Non si ferma all’alt e travolge 3 ciclisti nel bellunese: “Sono in ritardo per la messa”

0  0,00