“Nel governo volano stracci perché non hanno il coraggio di imporre una tassazione vera di fronte ai cento miliardi di utili delle banche”, ha dichiarato Giuseppe Conte a margine della presentazione del libro Genocidio di Rula Jebreal.
“Anzi, hanno persino favorito il risiko bancario con cordate amiche. La realtà del Paese, invece, è ben diversa: sui cittadini, sul ceto medio e sulle fasce più deboli si scarica la pressione fiscale più alta degli ultimi dieci anni. Nel frattempo si definanzia la sanità, si taglia il welfare, ma si trovano venti miliardi nel triennio da investire in armi. Ditemi voi se questa è una manovra a favore degli italiani o contro gli italiani.”
Alla domanda se il Movimento 5 Stelle sia pronto a scendere in piazza contro la manovra, Conte ha risposto: “Abbiamo presentato quattro proposte e confidiamo non solo nell’unione delle opposizioni, ma anche che il governo ci ripensi. Dobbiamo assolutamente aumentare la no tax area, c’è tantissima sofferenza. Bisogna incrementare l’assegno unico per i figli, favorire misure di competitività per le imprese: la produzione industriale è crollata per 31 mesi su 34. E, come se non bastasse, si continua a definanziare la sanità pubblica, mentre per quella privata il governo prevede norme di favore. Lavoreremo con forza e determinazione in questa legge di bilancio.”
Sul caso Ranucci e la multa del Garante della Privacy da 150 mila euro, Conte ha commentato: “C’è un tema di privacy, e direi assolutamente che è un provvedimento grave. L’Ordine dei giornalisti aveva già archiviato il caso, ma oggi ci troviamo di fronte a un episodio inquietante: un membro del Garante della privacy che, il giorno prima, si ritrova nella sede di Fratelli d’Italia dove incontra Arianna Meloni. Siamo in un mondo alla rovescia, un mondo capovolto.”
L’ex premier ha poi denunciato la paralisi della Commissione di Vigilanza RAI: “È scandaloso che da un anno sia bloccata. Quella commissione serve a garantire il pluralismo, il giornalismo d’inchiesta e il controllo sulle maggioranze di turno. Invoco ancora una volta i presidenti di Camera e Senato, e tutte le massime autorità del Paese, affinché intervengano per porre rimedio a questo scandalo.”
Infine, un commento sull’incontro di oggi a Palazzo Chigi tra Giorgia Meloni e Viktor Orbán: “Orbán lo conosciamo: sulle politiche migratorie immagino abbiano parlato dei fallimenti della Meloni, dal blocco navale ai centri deserti in Albania. Un miliardo di euro buttato, mentre serve sicurezza nelle nostre strade. Non so cosa si siano detti sul conflitto russo-ucraino: Orbán è filo-putiniano, mentre noi abbiamo sempre condannato Putin e chiesto una soluzione negoziata. Meloni invece resta nel mezzo, cerca di non scoprirsi, di non scontentare Washington e al tempo stesso di seguire le indicazioni di Trump, che però è molto imprevedibile. Ecco perché la politica estera del nostro governo risulta del tutto incomprensibile.”
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