Nuovo attacco di Trump: il governo non risponde. Ma fino a quando conviene?

lunedì, 6 Luglio 2026
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«Addà a passà ’a nuttata»: la reazione del governo italiano all’ennesimo attacco personale di Donald Trump a Giorgia Meloni è ben sintetizzato dal celebre motto di Eduardo De Filippo in “Napoli milionaria”. Come a dire: i Trump passano, i rapporti con l’America rimangono. Ma fino a quando è consigliabile, per il nostro esecutivo, subire le intemperanze del presidente Usa senza rispondere a tono?

Al momento però la linea non cambia, nemmeno in questo caso: «Non reagiremo a questa provocazione», è la prima reazione di Palazzo Chigi arrivata già la notte scorsa (il post di Trump è stato pubblicato mentre in Italia erano le 23.00). L’idea è di non scendere sul terreno della polemica, restando aderenti al merito dei dossier che coinvolgono l’Italia, anche per non rischiare di compromettere la nostra partecipazione al vertice Nato che si aprirà domani ad Ankara.

Sulla linea della prudenza è attestato anche il ministro della Difesa Guido Crosetto. «Reazioni? Nessuna» minimizza ai microfoni di SkyTg24. «La cosa fondamentale è mantenere un rapporto con un alleato storico come gli Stati Uniti.  I rapporti sono tra le nazioni, le persone passano e gli scambi devono rimanere. L’importante è mantenere i legami transatlantici nell’Alleanza e con l’Occidente. L’Italia gli impegni li ha sempre rispettati: stiamo costruendo una difesa secondo gli accordi con la Nato». La pensa così pure il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: «Io credo che dobbiamo puntare al fatto che, come si è visto, i rapporti con gli Stati Uniti sono incrollabili e non vengono messi in discussione neanche da queste fibrillazioni delle quali ancora non è chiara la natura». 

Si sbilancia un po’ più, nella difesa della premier, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che condanna l’atteggiamento dell’inquilino della Casa Bianca: «Quelle di Donald Trump su Giorgia Meloni sono dichiarazioni che si commentano da sole. Noi fin dall’inizio abbiamo detto che non avremmo risposto a uscite di questo tipo». Ma, alla fine, anche per il capo della Farnesina vale il motto di Eduardo.: «Siamo amici degli Usa, un partner strategico, la parte dell’Occidente più importante insieme all’Europa. Relazioni fondamentali: commerciali, politiche, strategiche. Siamo stati alleati con Obama, Clinton, Bush, Reagan, Biden, quindi andiamo avanti con i rapporti politici, che vanno ben al di là di qualche dichiarazione».

Dal fronte delle opposizioni arriva l’appoggio di Carlo Calenda, secondo il quale «Trump è un ignobile bullo da quattro soldi. Piena solidarietà alla presidente del Consiglio». Queste parole fanno il paio con quelle del sindaco di Milano Giuseppe Sala: «Penso faccia bene la presidente del Consiglio a ignorare Donald Trump. All’inizio ha sbagliato a mostrarsi così accondiscendente, ma poi essendo persona capace alla prima occasione ha subito cambiato registro e ha preso le distanze. Chi vede la politica estera, spera questa sia una fase transitoria per gli Stati Uniti. Speriamo che le elezioni di midterm diano una botta a Trump».

Al dunque, nervi saldi e profilo prudente. Però non si può rimanere a lungo senza reagire, anche perché è ormai evidente che il tycoon ci abbia preso gusto nelle sue provocazioni anti-meloniane. Ed è assai probabile che anche nel prossimo futuro arrivino altri attacchi a freddo. A quel punto sarebbe controproducente rimanere in silenzio: il prestigio delle istituzioni italiane ne verrebbe in qualche modo intaccato.

La risposta più logica sarebbe convocare l’ambasciatore americano, Tilman Fertitta, amico personale del tycoon. È un atto formale forte, tenuto anche conto che stiamo parlando dell’alleato più potente dell’Italia. Ma, se il presidente Usa dovesse insistere nel suo atteggiamento derisorio nei confronti di Giorgia Meloni, sarebbe una strada obbligata.

Resta da chiedersi perché “The Donald” sta insistendo nei suoi attacchi alla premier. È solo narcisismo ferito? O non c’è per caso un qualche recondito disegno di destabilizzazione del nostro governo? In questi giorni fioriscono le dietrologie. Ma non è il caso di azzardare ipotesi. Ne sapremo di più nelle prossime settimane…

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