Salvini a Berlusconi: “Io non ho nessuna nostalgia degli accordi col Pd”

Politica

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Salvini con Berlusconi va d’accordo un giorno sì e uno no. Ieri l’attacco quasi frontale: “Io sono leale, non cambio idea e non cambio squadra. Non mi piacciono quelli che cambiano 18 volte squadra. Ogni tanto Berlusconi, in Molise come nel resto d’Italia, fa qualche battuta contro la Lega, contro Salvini. Magari qualcuno di Forza Italia ha nostalgie dell’accordo con il Pd… No. Io non ho nessuna nostalgia degli accordi con il Pd, dei governi Monti, Letta e Renzi”.

E’ stato duro il segretario della Lega in un’intervista a Telemolise, ma d’altronde il messaggio è chiaro: “Chi sceglie la Lega – ha aggiunto – sceglie l’alternativa al Pd e a Renzi”.
Anche se per Maria Stella Gelmini tenta gettare acqua sul fuoco, dicendo che “Salvini ha rafforzato il ruolo di Berlusconi e di Forza Italia come garanti del Patto atlantico” e che quindi il centrodestra è in linea, è chiaro che la corda a forza di essere tirata può spezzarsi.

Quanto all’incarico esplorativo al presidente della Camera, Roberto Fico, o del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, anche qui non è che sia proprio contento della probabile mossa di Mattarella (forse suggellata da Berlusconi): “Speriamo che serva. Io giudico positivamente ogni passo in avanti verso la fine delle polemiche e l’inizio del lavoro vero. Governo vuol dire avere ministri che si occupino di sanità, di scuola, di giustizia, di agricoltura e di disabili e un Parlamento pienamente operativo. Quindi, confido nel presidente della Repubblica”.

Nella sua mente, è chiaro, resta la possibilità di fare il governo con Di Maio, anche se ironizzava ieri sulla minaccia del leader del Movimento cinque stelle Luigi Di Maio di “chiudere un forno”, quindi di interrompere il dialogo con il Carroccio e aprire quello con il Pd: “C’è chi chiude il forno, c’è chi cura l’orto” aveva scritto a didascalia di una foto pubblicata su Instagram in cui si vede il leader leghista vicino ad una pianta.
Fatto sta che i 5Stelle non sono proprio così propensi a sganciarsi completamente da lui. Lo spiega bene Morra: “Se ripenso a 5 anni fa, quando in una situazione post-voto simile a questa, Re Giorgio Napolitano decise autonomamente quale governo formare (Pd – Berlusconi), non posso che riconoscere la correttezza del lavoro dell’attuale presidente Mattarella”.

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