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Taxi gratuiti post serata, cosa c’è dietro la proposta di Salvini?

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Taxi gratuiti per chi, dopo una serata alcolica in discoteca, non dovesse essere in condizioni di guidare. La nuova proposta del ministro Salvini sul fronte “sicurezza stradale” sembra avere tutte le carte in regola per un successo immediato ed effettivo; se non fosse per le solite contraddizioni che perseguitano leader leghista…

 

In cosa consiste di preciso la proposta? Si tratterebbe di una convenzione stipulata con un numero ipoteticamente sempre maggiore di locali che, a seguito di un esito sfavorevole all’alcol test, fornirebbero un voucher a conducente e passeggeri per una corsa gratuita fino a casa.

La gratuità del servizio taxi ha evidentemente lo scopo di dissuadere i ragazzi dal guidare in stato di ebbrezza per il solo ostacolo del prezzo elevato, ma sull’effettiva sostenibilità del servizio a lungo termine compaiono i primi dubbi.

Un’opportunità per proteggere la propria vita e quella di terzi o via libera per abusare di un servizio? La partita si giocherebbe su questo bivio, come verrebbe effettivamente interpretata la misura? Quali limiti possono essere posti ai clienti dei locali per far sì che il servizio venga usato responsabilmente? I punti interrogativi sono molti, tuttavia il Ministro sembra determinato a trovare una soluzione valida ad un problema fin troppo reale. Occhi fissi sugli incidenti stradali, dopo una serie di proposte spiazzanti, sommate o comprese nel famigerato nuovo Codice della strada “Tolleranza zero“, Matteo Salvini sembra tornato sul tema con una maturità diversa.

Se di fronte alla recente proposta di riforma, infatti, l’opinione pubblica era rimasta per lo più basita dall’evidente buco nell’acqua in materia di efficienza reale delle misure, questa storia sembra diversa.  A seguito di una serie di consulenze che il Ministro avrebbe intrattenuto con esponenti mediatici dell’universo giovanile, il progetto partorito dal Mit pare aver preso la forma di una proposta realmente rivolta al problema, a contatto con la realtà più che con la politica. Forse era proprio questo incessante bisogno di politicizzare ogni fenomeno all’estremo la causa dei precedenti insuccessi leghisti.

Anche di fronte ad un’iniziativa promettente però, Matteo Salvini avrà sempre a che fare con il solito nemico, la sua stessa reputazione. Dieci anni fa su Twitter scriveva questo: “Gran serata coi Fratelli Leghisti. Ginepro, assenzio, limoncello e ora… sereni al volante con Vasco! Liberi liberi siamo Noi!!!“.

Oggi sembra dedicare anima e corpo alla sicurezza stradale, fino a proporre misure apparentemente liberticide, poco scientifiche e mal calcolate come quelle presenti nel decreto Tolleranza zero. 

A quale Salvini bisogna credere?

 

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